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Un itinerario tra amori, tesori e santi: 5 antiche leggende dell’isola di Ischia

itinerari Ischia: l’isola delle leggende

 

Abbiamo già detto quali sono i posti più belli di Ischia. Stavolta, invece, vogliamo proporvi un itinerario molto più particolare. Un itinerario intriso del fascino e delle suggestioni di antiche leggende.

 

1. La torre di Guevara e Michelangelo

Una delle torri più grandi e famose di Ischia si trova vicina al Castello Aragonese, dal quale è separata da uno specchio d’acqua (specchio d’acqua dove sorgeva l’antica Aenaria). Sembra che nella torre di Guevara soggiornò il grande Michelangelo.

Che s’invaghì della poetessa Vittoria Colonna, castellana d’Ischia. Ogni giorno, Michelangelo si affacciava alle finestre della torre, cercando di comunicare con la sua amata o anche solo di riuscire e scorgerla. Per raggiungere Vittoria, Michelangelo percorreva un tunnel sottomarino che all’epoca univa torre e castello.

 

2. Il tesoro e il grifone

Quello stesso tunnel avrebbe condotto anche ai sotterranei del castello. Dove, secondo una leggenda, sarebbe stato custodito un favoloso tesoro, raffigurato nel suo forziere perfino dagli incisori tedeschi del Seicento. Tesoro favoloso ma tutt’altro che facile da raggiungere, visto che a sua guardia era stato posto un terribile quanto feroce grifone.

 

3. San Giovan Giuseppe della Croce

È un santo ischitano che visse circa tre secoli fa. C’è una cappella a lui dedicata nella galleria di accesso al Castello Aragonese. Da giovane, il santo avrebbe piantato un albero al contrario, interrando i rami e lasciando fuori le radici. Ebbene, quei rami produssero delle squisite susine.

 

4. Il munaciello

Nel folclore napoletano, il munaciello è uno spirito domestico, una sorta di nume tutelare della casa. Un nume tutelare per certi versi lunatico: ora faceva dei piccoli scherzi e corteggiava donne, ora faceva trovare piccoli tesoretti. Si racconta che i munacielli siano apparsi anche dalle parti del convento di sant’Antonio.

 

5. La Madonna del Fuoco

Nella chiesa di Ischia Ponte è conservata la statua della Madonna del Fuoco. Secondo la leggenda, questa statua salvò parte del paese dall’eruzione che nel Trecento distrusse l’antico villaggio di Geronda. Su quella distesa lunare poi crebbe la pineta dell’Arso.

 

Fonte immagine: Di Dr.Conati Roberto De Martino – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4402501