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Un modo “alternativo” per scoprire l’isola: 2 libri ambientati a Procida

libri ambientati a Procida

 

Quanti modi ci sono per scoprire una delle più belle isole del Mediterraneo? Le spiagge e gli itinerari sono le soluzioni più ovvie. Noi, però, ve ne vogliamo indicare un altro per visitare Procida. Perché questo piccolo gioiello è stato l’ambientazione di diversi libri.

Due, in particolare, sono i più famosi. Nati dalle penne di uno scrittore e di una scrittrice che s’innamorarono perdutamente delle atmosfere evocative e suggestive dell’isola, della semplicità dei suoi abitanti, delle tradizioni ancora vive e sentite.

  1. Graziella. Scritto dal francese Alphonse de Lamartine e pubblicato per la prima volta nel 1852. La storia si basa sulla relazione sentimentale che lo scrittore ebbe con una ragazza del luogo, il cui nome dovrebbe essere Antonella Jacomino. Il finale del loro amore è struggente. Graziella è diventata il simbolo della donna procidana: semplice, solare, tipicamente mediterranea.
  2. L’isola di Arturo. Scritto da Elsa Morante e pubblicato per la prima volta nel 1957. È la storia dell’infanzia e dell’adolescenza di Arturo Gerace. Nato e cresciuto a Procida, il ragazzo sogna eroiche campagne e grandi amori trasfigurando la realtà che lo circonda: il padre Wilhelm, la madre morta nel darlo alla luce, la cagnolina Immacolatella e infine Nunziatella, seconda moglie di Wilhelm.

A questi libri bisognerebbe, in un certo senso, aggiungerne un terzo. Perché Il postino, celebre film di Massimo Troisi ambientato a Procida, è ispirato al libro Il postino di Neruda del cileno Antonio Skármeta (anche, per essere precisi, il libro è ambientato nel piccolo villaggio di Isla Negra, vicino alle coste del Cile – ma ormai Il postino è indissolubilmente legato a quest’isola).

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/41099823@N00