Alla scoperta della Napoli filosofica di Giambattista Vico

La città di Napoli ha un forte legame con la filosofia. Sin dai tempi più antichi, qui sono nate importanti scuole filosofiche. Nella città si sono formati personaggi come Giordano Bruno, Telesio e Tommaso Campanella. Su tutti, uno dei nomi filosofici più legati a Napoli è quello di Giambattista Vico. Vico è stato un filosofo napoletano che ha lasciato un solco molto importante nella cultura italiana. Ogni volta che si parla di “corsi e ricorsi storici”, infatti, ci si riferisce proprio a una delle sue teorie più celebri. Passeggiando per il centro di Napoli è possibile visitare la sua casa e rivivere le suggestive atmosfere della Napoli del Settecento.

 

Giambattista Vico, la vita del filosofo nel cuore di Napoli

Giambattista Vico nasce a Napoli il 23 giugno del 1668. La sua casa è in via San Biagio dei Librai, strada che incrocia la celeberrima via S. Gregorio Armeno, in prossimità della strada “Spaccanapoli”. Qui il filosofo vivrà per circa 17 anni. Suo padre Antonio è un librario di modeste condizioni economiche. Sua madre, Candida Masulla, è la figlia di un costruttore di carrozze. Terzultimo di otto figli, è un bambino vivace e molto intelligente, ma un incidente cambia per sempre la sua vita. A sette anni cade e batte violentemente la testa. Secondo il medico è destinato a morire, o a restare infermo. Così non è, il giovane Giambattista sopravvive e mantiene a pieno le sue facoltà mentali, ma viene ritirato dalla scuola. Studia a casa. Si dedicherà in particolare allo studio della grammatica, della metafisica e della teologia. Tuttavia, suo padre desidera per lui un futuro da giurista e si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Napoli.

 

Giambattista Vico professore all’Università di Napoli

Giambattista Vico non ama particolarmente gli studi universitari. Per un periodo si dedicherà allo studio e all’insegnamento a Vatolla, in Cilento. Studia in autonomia, è un autodidatta. Riesce tuttavia ad ottenere la cattedra di retorica dell’Università di Napoli e si trasferisce in una piccola casa che si trova a Vico dei Giganti, tra via Anticaglia e via dei Tribunali. È sempre intento nei suoi studi, ma si dedica anche a sua moglie, Caterina Destito, dalla quale avrà ben otto figli. Si lamenta spesso del fatto che non sia semplice dedicarsi alla filosofia “tra lo strepitio de’ suoi figlioli”, ma è molto attaccato alla sua famiglia. In quel periodo compone una delle opere più importanti della storia della filosofia italiana, la Scienza Nuova. In questa opera il filosofo napoletano ripercorre l’intera storia dell’umanità, e analizzandola, ne trae delle leggi fondamentali per interpretare l’essere umano e le sue possibilità di conoscere. L’opera viene pubblicata per la prima volta nel 1725. Avrà una grande eco e continuerà ad essere studiata e tradotta in molte lingue ancora oggi.

 

Dov’è sepolto Giambattista Vico?

La salute di Giambattista Vico non è delle migliori e con l’avanzare dell’età inizia ad accusare diversi dolori. Il filosofo napoletano muore a Vico dei Giganti nel 1744, all’età di 76 anni. Viene sepolto vestito con un saio nella chiesa dei padri Girolamini. Viene apposta una targa sulla sua tomba, situata tra la navata centrale e quella sinistra. La sua famiglia si trova in difficoltà economica e sono i suoi colleghi universitari a provvedere alle spese del rito funebre. Per lungo tempo la sua tomba è stata dimenticata, o quasi. Solo a partire dal 2011, un gruppo di studiosi si è impegnato nella riscoperta e nella cura della tomba del celebre filosofo.

Oggi nella casa natale del filosofo, in Via S. Biagio dei Librai, 35 si trova una delle sedi della Fondazione Giambattista Vico. Gli amanti della filosofia ameranno passeggiare tra i vicoli della città sulle tracce del filosofo, immergendosi in un groviglio di strade antico che rimanda a epoche lontane.

 

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Foto di ANUSHA.P3696 per Wikimedia

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