Il faro di Capo Miseno, un sentiero fra mare e colline

Il percorso trekking al faro di Capo Miseno è una mini-escursione adatta a tutti. Con una leggera salita si arrampica lungo le pendici del faro di Capo Miseno, un punto panoramico che domina il mare e offre una vista mozzafiato sul Golfo di Napoli. Uno splendido scenario naturalistico accarezzato dal vento salmastro e dai profumi della vegetazione.

 

Il faro di Capo Miseno, un sentiero fra mare e colline:

 

Lungo il sentiero del faro

Se cercate un’occasione per fare una passeggiata a piedi e godere sia del vento di mare sia della vegetazione rigogliosa, il sentiero del faro di Capo Miseno, a Bacoli, fa al caso vostro. Un percorso che parte proprio dalla terrazza che si affaccia sul faro, da cui si può godere di una vista meravigliosa sul Golfo di Napoli e i Campi Flegrei. In lontananza, oltre la linea azzurra del mare, si intravedono le isole di Ischia e Procida.

Il percorso è ben segnato e delimitato da un muretto di tufo. Percorre un’area boscosa ricca di profumi e colori, una tratta chiamata a anche “Santuario degli Uccelli”. Il nome dice tutto: oltre ad un panorama meraviglioso, si può ammirare lo spettacolo dei gabbiani che volano al tramonto e fanno rientro al proprio nido.

 

Qualche consiglio per un’escursione piacevole

Insomma, uno spettacolo naturalistico adatto ai neofiti del trekking. Con la dovuta calma il sentiero occupa un’ora di camminata. Anche se non è necessaria abbigliamento e attrezzatura tecnica per godere di questo scenario naturalistico, consigliamo di munirsi di spay per gli insetti e di seguire la strada senza avventurarsi troppo nelle piccole deviazioni coperte dalla vegetazione, poiché a volte non hanno delimitazioni. Inoltre, ricordate che in un punto preciso del percorso si trovano resti di impianti militari risalenti alla seconda guerra mondiale.

La strada è costellata di punti panoramici che offrono l’opportunità di scatti magnifici. Ma se questi inviteranno a fermarsi, l’ombra frasca e confortevole della vegetazione vi spingerà a proseguire anche nelle giornate più calde.

 

Il faro di capo Miseno: storia e leggenda

Il faro di Capo Miseno fu edificato nel XIX secolo sotto la sovrintendenza del Servizio Fari delle Due Sicilie. Nel 1910, su decreto del Re Vittorio Emanuele III, passò alla Marina Regia e, in seguito, sotto la direzione dell’Ispettorato dei fari e dei segnalamenti marittimi.

Fu distrutto nel 1943 dai bombardamenti tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, e ricostruito nel 1948. Da allora è considerato uno dei fari più belli del nostro Paese ed è il punto di riferimento per le navi che raggiungono le isole del Golfo di Napoli.

Capo Miseno, il promontorio su cui sorge il faro, è citato nell’Eneide di Virgilio. Nel libro sesto è presente la leggenda di Miseno, trombettiere di Enea, che sfidò e superò in bravura il dio Tritone nel suonare la tromba. Per punizione il dio lo affogò ed Enea, una volta trovato il corpo, decise di erigere sulle sue spoglie un tumulo funerario che prese il nome di Capo Miseno. Il “monte” in realtà non è altro che la sommità di un cratere vulcanico spento, uno dei più antichi dei Campi Flegrei.

 

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Photo Credits
Foto di Peppe Guida da Wikimedia

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